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Mancano Medici in PS e quindi sopprimono automediche?



TAGLIO AUTOMEDICHE AUSL ROMAGNA

DA AUSL LACRIME DI COCCODRILLO


  • MEDICI DEL 118 NON SONO MEDICI DI PRONTO SOCCORSO, PRETESTUOSO AFFERMARE CHE SI CHIUDE AUTOMEDICA PERCHE’ MANCA PERSONALE IN PS


  • INUTILE TENTARE SCARICO DI RESPONSABILITA’, NEGLI ULTIMI 20 ANNI I CORSI E LA PROGRAMMAZIONE DEI MEDICI 118 ERA COMPITO PROPRIO DELL’ AZIENDA SANITARIA, NON DELLO STATO NÉ LA REGIONE, LO DICE ARTICOLO 66 D.P.R. 270/2000 E SEGUENTI ACCORDI NAZIONALI


Nel comitato aziendale della Medicina Generale del 22 dicembre 2022, dopo espressa richiesta di chiarimenti da parte di SNAMI l’Azienda usl della Romagna ha dichiarato che intende sopprimere dal 1° gennaio 2023 le Automediche di Rimini e di Meldola e che tale decisione sarebbe stata già approvata dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria.

Rimaniamo estremamente contrariati da questa scelta che viene operata senza confronto e preavviso adducendo motivazioni di carenza medici. Ricordiamo che l’Azienda USL della Romagna ha deciso solo pochi mesi fa di “tagliare” i salari dei pochi medici dell’emergenza sanitaria territoriale che proprio avevano scelto di operare sulle automediche, e che ora sono alle vie legali con l’azienda proprio per questo.



Abbiamo espresso inoltre grande perplessità rispetto la motivazione, dato che la programmazione dei fabbisogni e della formazione dei medici 118 non rientra tra le competenze della Regione Emilia-Romagna né nelle competenze dello Stato, ma e’ compito attribuito all’ Azienda Sanitaria almeno dall’ anno 2005.


Ogni anno, ogni azienda Sanitaria avrebbe dovuto, a norma di Accordo Collettivo Nazionale di Settore, operare la rilevazione dei fabbisogni e organizzare annualmente il relativo corso di idoneità all’ Emergenza Sanitaria Territoriale.


Articolo 66 comma 3 “Le Aziende quantificano entro il 30 giugno di ogni anno il proprio fabbisogno di personale medico da utilizzare, nell'anno successivo, per le esigenze complessive (incarichi, sostituzioni e reperibilità) dell'emergenza sanitaria territoriale ed organizzano e svolgono entro il 31 dicembre dello stesso anno uno o più corsi di cui deve essere preventivamente data pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale. “


Sarebbe bene che chi e’ deputato a garantire e vigilare sui servizi sanitari, chiedesse conto a questa ed altre Aziende, delle deliberazioni attestanti i fabbisogni per tutte le tipologie di incarico e verificasse il numero di corsi che sono stati effettivamente svolti azienda per azienda negli ultimi 20 anni.


Inutile oggi che le Aziende e la Regione Emilia-Romagna tentino di giustificarsi dinanzi l’opinione pubblica rispetto la “carenza di medici”. Per molti anni hanno scelto di fare pochi corsi, e di farli uno per più aziende, con un basso numero di operatori formati per ciascuna, hanno poi inserito criteri restrittivi estremi vietando a molti l’accesso alla formazione con

incompatibilità non esistenti nelle leggi statali e unilateralmente determinate ed inserite a livello regionale.


Oggi l’Assessore Donini ha rimosso tali blocchi ma i corsi sono partiti tardi e 4 di questi sono appena partiti (mentre avrebbero dovuto finire a dicembre, e non iniziare…)

Abbiamo chiesto di attivare immediatamente nuovi bandi per il 2023 e di partire immediatamente, anche in ragione dei nuovi medici specializzandi arrivati in regione nel mese di novembre a seguito del concorso nazionale.


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