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Piangono carenza e non pubblicano incarichi - Come vanificare gli sforzi per sostenere i PS

Bologna 28 ottobre 2022


COMUNICATO STAMPA

NEL BOLLETTINO UFFICIALE DI OGGI 28/110/2022

INCARICHI VACANTI MEDICI DI MEDICINA GENERALE – SETTORE EMERGENZA

VANIFICATI GLI SFORZI DELL’ ASSESSORE E DEI SINDACATI PER SUPPORTARE

I PRONTO SOCCORSO IN CRISI



Le Aziende USL della Regione Emilia-Romagna piangono carenza di medici di emergenza, ma evidentemente è tutta una farsa! Ora che si dovevano dichiarare i fabbisogni, DICHIARANO fabbisogno pressochè inesistenti proprio nelle Aziende ove si lamentava maggior crisi !!!.


Evidentemente c’è una sorta di sabotaggio da parte di chi inspiegabilmente vuole che i sistemi di soccorso territoriale e ospedaliero NON arrivino a funzionare come dovrebbero.

Inutile lo sforzo dell’Assessore Donini e delle Organizzazioni Sindacali per cercare di sviluppare accordi e sostenere i servizi di emergenza-urgenza: oramai non si può’ che pensare male, sino ad ipotizzare che evidentemente all’interno del sistema di emergenza si possa essere generata una presenza di una sorta “franchi tiratori” che di fatto remano proprio contro il sistema organizzativo stesso e contro le intese fatte per

farlo funzionare.

L’odierna pubblicazione degli incarichi vacanti di Emergenza Sanitaria di oggi ne costituirebbe l’indicatore se non la vera e controprova.


Se gli mancano così tanti medici di emergenza, come mai non pubblicano tutti questi incarichi nel Bollettino ufficiale?

Qualche esempio:


• PIACENZA a fronte di almeno 18 posti per garantire reclutamento e coprire le automediche di Piacenza, Bobbio, Farini, e Fiorenzuola pubblica solo 4 posti. Piacenza una provincia dove ad oggi nella fascia notturna pare sia rimasta attiva una sola automedica cittadina per tutto il territorio provinciale. La stessa AUSL oggi chiede 57 posti per la guardia medica, ma solo 4 per l’emergenza nonostante lo scenario desolante. Non serve un master in management per capirne le conseguenze.


• Parma a fronte di oltre 40 posti che oggi sono assegnati con contratti spesso gestiti tramite

associazioni di volontariato al di fuori di intese e convenzioni con il SSN, l’azienda pubblica solo 6 posti, segnale evidente che “nulla deve cambiare come se negli stessi PS debba rimanere il medesimo problema.


• MODENA: Provincia tristemente nota per aver dovuto chiudere alcune automediche e non averne aperte altre (es. Carpi), ha pubblicato solo 1 posto per alcune sedi, tra cui Mirandola, proprio la sede ove avvenuta la chiusura. Questo a nostro giudizio dimostra la volontà dell’Azienda di non voler ripristinare il servizio con personale regolarmente inquadrato con il contratto 118. E poi ancora: i posti pubblicati e non coperti il semestre scorso, che fine hanno fatto ?


• REGGIO EMILIA: Pubblica solo 7 posti a fronte degli almeno 14 calcolabili, e dire che risultano anche li dei presidi chiusi per la carenza !

• BOLOGNA, ROMAGNA e FERRARA pubblicano “quasi bene” mancano ancora diversi posti da bandire come per esempio per coprire la città di Bologna e l’area Aeroportuale tristemente nota per essere stata demedicalizzata

• IMOLA si deve capire come possa garantire il servizio di soccorso medicalizzato nei tempi dovuti avendo una sola automedica per un territorio sterminato tra area montana e pianeggiante…. I dati sono stati richiesti alla direzione generale di quell’azienda.


Raffaele Donini dovrebbe oggi entrare nel merito della questione e chiedere conto alle Aziende Sanitarie e ai dirigenti dei servizi di emergenza perché questo tipo di comportamento vanifica completamente gli sforzi dell’Assessore e delle organizzazioni sindacali nel tentare di sistemare i pronto soccorso verso i quali i medici 118 hanno dato la disponibilità al supporto.


Ma forse il problema sono proprio le posizioni assunte da alcuni Direttori dei Pronto Soccorso, gli stessi che hanno organizzato alcuni servizi obbligando il personale 118 a fare due lavori contemporaneamente. La doppia funzione contemporanea di medico 118 e di pronto soccorso, cosa inaccettabilmente insicura per i pazienti e per lo stesso operatore medico, ha portato sovraccarichi, stress e tante fughe dai servizi di emergenza ed è stata oggetto negli ultimi tempi anche delle attenzioni di alcuni tribunali, tra cui Firenze e

Reggio Emilia.


Alcune settimane fa ci era stata resa nota una lettera che un “rassemblement” di tali direttori, avrebbe addirittura firmato chiedendo ai rispettivi DG “ il blocco del contratto dei medici 118” per consentire di perpetrare queste doppie contemporanee funzioni categoricamente rifiutate dai medici e vietate dal contratto oltre che dal codice deontologico medico.

In tutto questo, le oltre 200 domande presentate a giugno da parte dei medici interessati alla formazione in emergenza rimangono ancora li, e non è dato sapere quando i corsi partiranno.

Uno spettacolo davvero poco edificante per tutto il sistema sanitario regionale quello che si sta vedendo nell’emergenza urgenza.



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