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COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE

19 luglio 2022


COMUNICATO STAMPA INTERSINDACALE

FIMMG E SNAMI A CGIL MEDICI

SI CONCENTRI A MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEI PROPRI ISCRITTI PIU’ CHE A CRITICHE ANACRONISTICHE, DIVISIVE ED INUTILI AL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE E REGIONALE



La posizione della Cgil medici che si scaglia contro la parte economica di un accordo relativo ai medici di famiglia ci appare francamente incomprensibile.

Pare evidente si voglia cavalcare il malcontento dei medici ospedalieri, cercando di creare polemiche sui medici convenzionati senza però spiegare a chi legge quali sono le sostanziali differenze tra i due rapporti di lavoro e le due strutture della retribuzione e della contribuzione.

I medici di medicina generale – Assistenza Primaria sono retribuiti infatti in funzione del numero di pazienti liberamente li scelgono: non hanno uno stipendio fisso, non hanno la 13ª, pagano loro stessi di tasca propria il medico sostituto quando vanno in vacanza, non godono del trattamento di fine rapporto, e stipulano una specifica assicurazione per pagare l’eventuale malattia, sostengono di tasca propria le spese per il personale e per i locali e la gestione “d’impresa”.


Nulla a che vedere con chi va a lavorare in un’azienda dove altri hanno pensato a tutto, dai locali, agli strumenti, alle bollette delle utenze.

Nonostante tutte queste differenze che potrebbero apparire “negative” rispetto al rapporto di lavoro dipendente, Cgil dovrebbe chiedersi come mai la maggioranza dei medici sceglie oggi un rapporto che non abbia il vincolo di subordinazione (dipendenza) con aziende sanitarie.

Spesso questa sigla sindacale, minimamente rappresentativa nell’ambito delle convenzioni nazionali, propaganda l’assunzione per tutti come unico strumento per una gestione efficace del servizio sanitario nazionale quando al contrario quell’unica tipologia di rapporto di lavoro oggi vede un esodo massivo di professionisti verso il privato o verso rapporti di lavoro privi di certi odiosi vincoli e divieti sui professionisti, costretti spesso a contrarre anche il loro diritto di critica per timore di improvvidi provvedimenti disciplinari.


Lamentarsi, ad parte della Cgil, degli emolumenti esposti nel recente articolo apparso su Repubblica, cifre peraltro riferiti agli incentivi che servono agli studi di medicina generale per dotarsi di personale infermieristico e amministrativo proprio per svolgere tutte quelle funzioni oggi impossibili per un unico professionista solo, ha veramente del grottesco.

Il rappresentante si lamenta di 200 € lordi al mese corrisposti come incentivo per assistere 300 assistiti in più del massimale, cifra che ricordiamo viene calcolata, differentemente dai lavoratori dipendenti, solo se gli assistiti sono effettivamente 300 in più perché - come noto - viene pagato ogni singolo assistito e non un forfait come spesso avviene

nel lavoro dipendente, e quindi questa cifra può anche sensibilmente diminuire, nella logica di “pago in base al carico di lavoro e non solo in base alle ore di debito”.


Ma allora di cosa stiamo parlando esattamente?

Questa inutile faida che si vuole creare tra medici convenzionati e medici dipendenti rasenta la follia , cercare di creare delle equivalenze tra le problematiche della medicina di famiglia ed i sistemi di pronto soccorso che ,ricordiamo, sono proprio storicamente gestiti da personale (teoricamente) a rapporto di lavoro dipendente, ha dell’incredibile… L’Emergenza Urgenza, un’area dimenticata per anni, in cui praticamente chiunque lavorava con contratti atipici immersi in vere e inaccettabili differenze retributive, contributive e di tutela per le quali si non abbiamo mai visto una riga sui giornali da parte di CGIL, che al contrario, proprio recentemente nel ferrarese invitava alla radiazione di medici privi di contratto per aver preteso di fare il solo lavoro per cui erano effettivamente inquadrati e retribuiti.


Siamo sufficientemente sicuri, comunque, che se il personale medico di pronto soccorso fosse stato storicamente tutto inquadrato in una logica professionale di lavoro convenzionato, le derive ed il disastro in cui versano oggi quegli organici non sarebbero giunti fino a questo punto.

O forse, vien fa pensare, la filosofia che vogliono proporre in CGIL Medici è : “siccome non riusciamo a far star bene i medici ospedalieri, allora dobbiamo far star male tutti i medici del SSN”, come se poi, ci fosse qualcuno che oggi nel SSN vivesse qualche genere di “pacchia”


FIMMG Emilia-Romagna


SNAMI Emilia-Romagna




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