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Comunicato: In Emilia-Romagna disastro copertura dei Medici di Medicina Generale


Assume carattere di reale emergenza la copertura delle Zone Carenti della Medicina Territoriale: nel 2018 la regione assicurava “nessun problema ne ora ne in futuro” rispondendo all’ennesimo allarme dei sindacati.

Oggi, dati alla mano, giudichino i cittadini come è stata gestita la situazione!


Si sono concluse il 15 luglio le procedure di assegnazione degli ambiti territoriali carenti dei Medici di Medicina Generale, nei loro settori di attività: Assistenza Primaria, Continuità Assistenziale, Emergenza Sanitaria Territoriale.


Le denunce rispetto la carenza di medici formati e titolati per la copertura di tali servizi sono rimaste per anni inascoltate, o cercate di ovviare con provvedimenti di nessuna utilità ed efficacia, quali un insignificante aumento delle borse di studio. Solo nel 2019 la situazione viene parzialmente tamponata dal Ministro Giulia Grillo che introduce, non senza difficoltà e resistenze, secondo la direttiva europea, la formazione-lavoro dei medici corsisti in formazione per la medicina generale.


Oggi per i Medici di Famiglia oltre il 60% dei posti pubblicati rimane deserto, senza pretendenti al posto a tempo indeterminato. Riguardo la continuità assistenziale, rispetto agli oltre 400 posti disponibili solo una dozzina risultano assegnati. Non parliamo poi del 118, che oltre alle già difficili condizioni di lavoro, spesso vede il sovrapporsi di assetti organizzativi aziendali non totalmente coerenti con la convenzione e registra la copertura, contando anche i medici corsisti non ancora diplomati MMG, di ben 8 assegnazioni su 42 posti a tempo indeterminato pubblicati.


Centinaia di posti di lavoro di ruolo, in regime convenzionale, andati deserti, dovrebbero far riflettere rispetto le scellerate politiche attuate sia a livello nazionale che regionale, e ancora oggi lasciate alla gestione di funzionari evidentemente concentrati - a giudizio di ordini e sindacati medici - su altri temi non prioritari, quale, uno tra tutti, il “Direttore Assistenziale”.


Per coprire questa voragine si utilizzano oggi medici neolaureati o altri professionisti, tutti giocoforza privi del diploma di formazione specifica in medicina generale richiesto dalla legge per esercitare tali funzioni (art 21 D.lvo 368/1999). Questi medici, quindi, quando serve, sono considerati “abili, arruolati ed arruolabili” da Regioni e Aziende Sanitarie come medici “USA & GETTA”, senza che gli si preveda un percorso per il riconoscimento dell’esperienza professionale e della formazione complementare maturata, NEPPURE PERMETTENDOGLI L’ACCESSO AL CORSO DI FORMAZIONE, in coerenza con i dettati della comunità europea.


È ora di finirla, se i nostri giovani medici sono necessari al sistema, allora contestualmente all’attribuzione dell’incarico precario, deve essere a loro garantito l’ accesso al corso di formazione in medicina generale per far sì che l’assistenza non si polverizzi nel precariato “Usa e Getta” e nell’assenza di visioni strutturate che mettano al centro la relazione di cura, fondamentale elemento particolarmente quando parliamo di medici di famiglia.



Quale cittadino può desiderare di avere un medico per 6 mesi, destinato giocoforza a cambiare in base all’avvento del prossimo precario usa e getta in graduatoria?


All' Assessore Regionale Raffaele DONINI rivolgiamo quindi un appello per aprire urgentemente un tavolo con il servizio di Assistenza Territoriale del suo Assessorato ed iniziare ad affrontare seriamente il problema.


Bologna li 23 Luglio 2021

SNAMI Emilia-Romagna


Approfondimento:


LEPROVINCI

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